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NEWS
OSPEDALE SAN BORTOLO - VICENZA
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Dott.ssa Quatraro Rosa Maria
Psicologo,
Ospedale di Vicenza
Tel.0444 993684
Venerdi mattina dalle 9 alle ore 11
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LO PSICOLOGO
Buongiorno, sono psicologo,
Il lavoro che svolgo presso il Centro è principalmente con i genitori. Probabilmente mi incontrerete quando verrete il venerdì mattina in ambulatorio per i controlli e le visite. Se lo desiderate potremo avere un breve colloquio. Solitamente con i genitori che arrivano in ambulatorio con il bambino per fare la prima visita svolgo un colloquio, per conoscerci e per parlare di eventuali difficoltà pratiche ma anche emotive che eventualmente state incontrando. Se venite a conoscenza del problema già in gravidanza, quando vi rivolgerete al Centro, chiedete di poter avere già un primo incontro, per esperienza so che può essere molto utile. Poi ancora verrò a trovare voi e il vostro bambino durante le degenze postoperatorie. Sappiate che potete trovarmi al seguente recapito telefonico:
Tel 0444 993684 il venerdì mattina dalle ore 9 alle ore 11
chiedere della dottoressa Quatraro Rosa Maria
Spesso quando nasce un bambino con una malformazione seppur lieve, lo si vive prima di tutto come un problema da risolvere. Per il genitori le preoccupazioni non riguardano solo gli aspetti pratici e concreti, ma coinvolgono anche la sfera emotiva. Che bambino sarà, che aspetto avrà, sarà intelligente, socievole e vivace come gli altri? Come ci si deve comportare con lui? Che vita sociale avrà? Che futuro avrà? Che adulto diventerà?
Ricordate che molto anche se non tutto, dipende da ciò che gli comunicherete con i vostri atteggiamenti …..se lo considererete un bambino diverso, problematico, che non è come li altri e non può fare ciò che fanno gli altri, allora è più probabile che possa realmente diventare diverso dagli altri. Questo non significa che si debbano chiudere gli occhi sulle eventuali difficoltà che vostro figlio incontrerà lungo il suo percorso di crescita, ma un invito a prendere in considerazione anche i vostri sentimenti nei suoi confronti. Talvolta potranno non piacervi, magari vi chiederete perché proprio a voi doveva capitare, oppure vi sentirete in colpa, responsabili o magari vi vergognerete di dirlo o di far vedere il bambino. E’ importante non negare questi pensieri e sentimenti, accettarli e poterne parlare in coppia. Ricordate che la mamma e il papà sono il primo “ambiente” con cui vostro figlio interagisce, per cui è importante che entrambi i genitori insieme gli preparino un “nido” confortevole e rassicurante. Questo non sempre è automatico e facile, la mamma e /o il papà possono essere in difficoltà ad accettare la situazione e tutto ciò che questa comporta. Talvolta possono emergere anche problemi di coppia. Non esitate a chiedere una consulenza con lo psicologo, poter parlare con un professionista competente di ciò che sta accadendo dentro di voi o nella coppia, può essere molto utile sia per voi che per vostro figlio.
Dalla comunicazione della diagnosi al primo periodo dopo la nascita
Quando la diagnosi viene fatta durante la gravidanza la prima reazione è di disperazione, talvolta di rifiuto della realtà, si ha paura di quello che accadrà e non potendolo vedere concretamente e tenere tra le proprie braccia, il rischio è quello di farsi prendere da fantasie spesso angoscianti che rischiano di farvi perdere la dimensione reale del problema. Spesso nella coppia un partner tende a minimizzare e l’altro a vivere la situazione con maggiore ansia. Questa differente prospettiva può essere utile a non drammatizzare, ma attenzione a non negare i vostri sentimenti di dolore, di dispiacere, così come la vostra capacità di essere buoni genitori, che potranno aiutare il proprio bambino a crescere sereno, anche se vivrà delle esperienze che gli altri bambini non vivono, come il ricovero ospedaliero, le operazioni e una piccola cicatrice rimarrà sul suo viso.
Quando invece il problema viene scoperto alla nascita la gioia di aver finalmente dato alla luce il proprio bambino, di poterlo finalmente guardare, tenere tra le braccia e allattare si sostituisce l’angoscia di non sapere bene cosa ha il bambino. Spesso quando la schisi coinvolge anche il labbro il primo impatto è traumatico…non si capisce bene cosa stia succedendo. Talvolta la reazione è di rifiuto e questo viene vissuto poi con un grande senso di colpa da parte del genitore. Anche qui è importante poter riparlare del parto e di ciò che si è provato. Spesso i genitori si vergognano di uscire o si sentono in colpa dei propri stati d’animo, oppure fanno fatica a prendersi cura del loro bambino e tendono a delegare al partner o ai nonni. Può capitare e non è poi così raro. Se queste situazioni si protraggono oltre i primi 2 mesi dopo il parto è importante poterne parlare con lo psicologo senza il timore di essere giudicati. Ricordatevi che già quando tutto “fila liscio”. fare i genitori è un lavoro bello e di grande soddisfazione, ma anche difficile e faticoso. E’ normale quindi che possa essere ancora più difficile quando un bambino nasce con labiopalatoschisi.
Un altro problema che spesso si presenta quando si scopre il problema, è la reazione dei parenti. Chi si dispera, chi minimizza, chi si vergogna, chi cerca “il colpevole” chi racconta di situazioni catastrofiche accadute a conoscenti.
E’ importante tenere presente che la gravidanza e il dopo parto sono dei momenti molto delicati, in cui talvolta possono emergere problemi con le famiglie d’origine se i confini generazionali e familiari non sono ben definiti. Per cui cercate di affrontare questo momento in coppia , e non vi fate troppo condizionare da ciò che pensano i genitori e i parenti dell’uno o dell’atro. Se loro si vergognano o disapprovano quello che fate cercate di non farvi condizionare; ricordate che i loro vissuti positivi o negativi che siano, sono loro, possono capirvi fino ad un certo punto. La responsabilità della crescita di vostro figlio ce la avete voi!
Dopo il primo periodo di smarrimento, mamma e papà si tranquillizzano soprattutto se si sentono supportati dal punto di vista dell’assistenza medica. Sapere che si è seguiti da un centro al quale rivolgersi sia per la routine di cura sia in caso di difficoltà inaspettate, aiuta i genitori a sentirsi maggiormente attivi nel processo di cura. A quello che è capitato c’è un rimedio e il genitore sta facendo tutto il possibile per poter “riparare” a ciò che è capitato. I primi mesi, una volta avviate le routine dell’allattamento, del ritmo sonno veglia, i genitori aspettano con ansia il primo intervento. Il momento del primo ricovero è di solito atteso e temuto, è una situazione nuova e il genitore non può che fare da spettatore-assistente, anche se è per il bene del bambino, per un genitore è molto stressante e doloroso accettare che il proprio bambino possa subire un intervento chirurgico. Si ha paura che il bambino possa soffrire, che rimanga traumatizzato dagli interventi o chissà quanto altro. In realtà per il bambino ciò che è veramente importante è che se prova dolore possa anche essere confortato dal genitore.Torna all'inizio
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Dr. Massimo Ronconi
Pediatra Neonatologo
Responsabile Settore Patologia Neonatale
Unità Opertiva di Pediatria e Patologia Neonatale
Ospedale San Bortolo, Viale Rodolfi,
36100 - Vicenza
Tel.:0444 992684 - Fax.: 0444-992632
e-mail: massimo.ronconi@iol.it
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IL NEONATOLOGO
Il Reparto di Patologia Neonatale è il luogo dove i neonati prematuri e quelli a termine che necessitano di particolari cure (come coloro che presentano vari gradi di labio-palatoschisi), vengono assistiti continuativamente da personale medico e infermieristico preparato specificamente a questo scopo.
In sintesi, le priorità dell’assistenza al neonato portatore di labio-palatoschisi, il quale può essere a termine, di normale o basso peso alla nascita o prematuro, sono:
1.Mantenimento di una adeguata temperatura corporea,
2.Mantenimento di una corretta funzionalità cardio-respiratoria.
3.Mantenimento di un adeguato apporto nutrizionale.
4.Prevenzione delle infezioni neonatali.
5.Prevenzione delle complicanze della eventuale prematurità (emorragie cerebrali, handicaps neuromotori, dolore).
Le sofisticate apparecchiature biomediche che circondano il neonato hanno il compito di aiutarlo a mantenere continuativamente intatte le sue funzioni vitali. L’equipe medico-infermieristica sarà attenta alle sue necessità in ogni momento “24 ore su 24”. La preoccupazione del personale del reparto è quella di fornire il miglior standard possibile di prestazioni sanitarie e di fornire ad ogni neonato cure intensive personalizzate per ridurre gli effetti negativi delle varie patologie e della prolungata ospedalizzazione. Il naturale compromesso tra necessità di cure intensive aggressive e il bisogno di umanizzazione delle stesse ha fatto sì che ogni incubatrice sia dotata di un microambiente o “nido” entro il quale il neonato può continuare a stare contenuto e percepire dei confini.
Principali Possibili Problemi neonatali correlati alla labiopalatoschisi:
A causa dell’anomala conformazione del rinofaringe e del palato, il neonato con labiopalatoschisi può non essere in grado di respirare autonomamente e di avere sporadiche crisi respiratorie. Il personale medico e infermieristico della Patologia Neonatale sarà in grado, se necessario, di mettere in atto tutte le necessarie terapie per mantenere costantemente una ottimale funzionalità respiratoria.
Il latte materno risulta essere per tutti i neonati l’alimento più valido, completo dal punto di vista nutrizionale, e pertanto preferibile. Si raccomanda alla nutrice di osservare una alimentazione leggera, sana ed equilibrata; di evitare fumo, alcolici e stili di vita inidonei ad un corretto allattamento al seno. Cionondimeno, a causa dell’anomalia anatomica labiopalatina, il neonato può non essere in grado di alimentarsi correttamente per via orale al seno materno o con succhiotto e poppatoio. IL personale della Patologia Neonatale sarà pronto a sostenere la nutrice nell’ottimizzare le tecniche di alimentazione eventualmente necessarie. Anche nei casi più impegnativi, si procederà appena possibile alla normalizzazione delle procedure di alimentazione del neonato, salvaguardando quanto più possibile l’allattamento al seno e i processi di umanizzazione dell’assistenza neonatale.Torna all'inizio
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Sig.ra Flavia Nardi
Logopedista,
Ospedale di Vicenza
Tel.: 0444 00000
Fax.: 0444 00000
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LA LOGOPEDISTA
Il LOGOPEDISTA (logos: parola; paideia: educazione) è l’operatore sanitario che si occupa di attivita’ di prevenzione, valutazione e riabilitazione del linguaggio e della comunicazione in eta’ evolutiva, adulta e geriatrica.
Per quanto riguarda le labio e/o palatoschisi, l’attività preventiva si esplica fin dai primi giorni di vita tramite l’informazione, la formazione, l’educazione alla comunicazione e i consigli dati ai genitori del bambino. La valutazione consiste nell’osservazione del bambino da parte del logopedista, nella somministrazione e rielaborazione di prove che indagano lo sviluppo di abilità quali:
• funzioni orali (riflessi neonatali, suzione, alimentazione, masticazione, deglutizione, movimenti della muscolatura oro-facciale, sensibilità)
• funzione uditiva (capacità di percepire e discriminare suoni uditi e funziona- lità della tuba uditiva)
• comunicazione: include qualsiasi forma di comunicazione basata sia su ma- nifestazioni quali il pianto, il riso, la mimica, il gesto, le vocalizzazioni, sia successivamente il linguaggio
• fonazione (acquisizione corretta di suoni e lettere)
• linguaggio (comprensione, acquisizione delle prime parole, vocabolario, capacità di produrre frasi..)
• abilità cognitive (attenzione, memoria, apprendimento..)
• comportamento e gioco.
La riabilitazione prevede una presa in carico specifica, talvolta precocissima, da parte del logopedista che dovrà aiutare il bambino a risolvere i problemi manifesti nell’alimentazione, deglutizione, masticazione, comunicazione, linguaggio e più in generale di apprendimento e sviluppo adeguato delle funzioni. Infatti nel soggetto con labiopalatoschisi si osserva spesso una insufficienza velo-faringea ossia una difficoltà di attivare il movimento di elevazione del palato molle che danneggia le funzioni a cui il palato partecipa: succhiare, deglutire, respirare, parlare e infine garantire un’adeguata ventilazione dell’orecchio medio.
Il logopedista valuterà assieme agli altri operatori dell’équipe tutti questi aspetti e stabilirà la necessità o meno di una terapia logopedica.
Il neonato ed il bambino controllano con grande abilità i movimenti dei muscoli del viso e della bocca e progressivamente li sviluppano e affinano.
Il bambino con labio e/o palatoschisi utilizza i movimenti possibili ma può, a causa della malformazione, rinforzare movimenti anormali o compensare con movimenti non corretti.
Queste abitudini non corrette possono essere ulteriormente rinforzate dal modo in cui ci si relaziona col bambino o dal modo in cui viene alimentato.
Quando inizierà ad emettere suoni o parole il bambino utilizzerà gli stessi meccanismi prevalenti alterati.
Nel bambino affetto da labio e/o palatoschisi, l’educazione alle funzioni orali, alla comunicazione e al linguaggio va iniziata precocemente. Fin dai primi giorni di vita il bambino affetto da malformazioni labio-palatine può acquisire insegnamenti sotto forma di stimolazioni attivate dai genitori tramite il gioco o semplici atteggiamenti suggeriti dal logopedista.
I genitori di bambini affetti da malformazioni labiopalatine devono essere consapevoli che la malformazione dei loro figli determinerà fuga d’aria dal naso e influenzerà la loro produzione orale, principalmente, sotto due aspetti:
• la pronuncia dei suoni
• la risonanza dei suoni (nasalità della voce).
La fessura (fistola) che permane sul palato dopo l’intervento, influenza poco la produzione orale.
Per favorire la comunicazione è importante fin dai primi giorni di vita:
• ascoltare il proprio figlio e sti- molarlo a sua volta all’ascolo
• dedicargli del tempo
• giocare con lui educandolo all’attenzione, a portare a termine il gioco e ad eseguire giochi di complessità crescente
• posizionarsi possibilmente di fronte a lui quando gli si parla
• associare ai rumori dell’ambiente la produzione costante di un suono o di una lettera condivisa con tutti quelli che stanno vicino al bambino,
• farlo assistere e partecipare attivamente a tutto ciò che si fa in casa e nell’ambiente quotidianamente,
• leggere delle storie adatte all’età in modo da arricchire la percezione e il riconoscimento di parole nuove, il vocabolario e stimolare la funzione narrativa del linguaggio, inoltre fornire un corretto modello di struttura lessicale-sintattica,
• arricchire il suo patrimonio di conoscenze tramite lettura, spiegazioni, visita a luoghi nuovi
e non noti, proponendogli nuove esperienze…
A partire dai 18-24 mesi circa il bambino sarà molto più collaborante e sarà possibile proporre esercizi di rinforzo e allenamento della muscolatura oro-facciale su imitazione.
Il Servizio di Logopedia a favore di soggetti affetti da malformazioni labio-palatine viene svolto dalle Logopediste Nardi Flavia e Zordan Franca dell’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Ospedale di Vicenza.
• I pazienti accedono al servizio di Logopedia il venerdì dalle ore 8.00 alle 12.00, con
impegnativa per VALUTAZIONE MONOFUNZIONALE LOGOPEDICA;
• per i pazienti interni che necessitano di valuta zione logopedica il medico di reparto
formula la richiesta;
• accedono al Servizio prevalentemente bambini in età 0-3 anni, per bambini di età superio- re ai 3 anni potranno essere effettuate valutazioni di controllo ed invio, per una valutazione più approfondita ed un’eventuale presa in carico, alla logopedista del distretto di residenza;
• per gravi sindromi complesse si suggerisce un’approfondita valutazione presso il Servizio Neuropsi-chiatrico del territorio di residenza e si contatterà il Servizio stesso per l’acquisizione di dati e valutazioni aggiornate da inserire in cartella.
La schisi del labbro e/o del palato o cheilognatopalatoschisi (CLP)
La schisi del labbro e/o del palato o cheilognatopalatoschisi (CLP) è una
delle malformazioni più comuni, con un'incidenza di 1/700-1000 nei nati vivi.
Il nostro gruppo di ricerca studia la CLP dal 1992 ed ha apportato
significativi contributi alla comprensione della genesi della malattia
(vedi bibliografia).
La cheilognatopalatoschisi e' una malformazione congenita caratterizzata da un
anomalo sviluppo delle strutture che separano la cavita' orale dalle fosse
nasali (labbro, gengiva, palato duro e molle).
Tali strutture possono essere deficitarie parzialmente o totalmente.
La CLP può risultare isolata (schisi non sindromiche) o essere associata a
malformazioni di altri distretti corporei (schisi sindromiche).
In entrambi i casi è possibile riconoscere forme sporadiche (i.e. un solo caso
nella famiglia) e forme familiari (i.e. due o piu' casi nella famiglia).
La CLP non sindromica e' composta da due entita' separate, la schisi del
labbro e quella del palato che sono geneticamente diverse.
In entrambi i casi c'e' un substrato genetico (ereditario e dovuto a geni) su
cui alcuni fattori ambientali possono agire in senso migliorativo (ac.
folico) o peggiorativa (fumo, alcol, benzodiazepine, fenilidantoina, cortisonici).
Sia per la palatoschisi che per la labioschisi sono coinvolti piu' geni (si
parla di oligogenia) ad alcuni di questi interagiscono reciprocamente.
Al momento sono stati identificati dei loci (i.e. segmenti di DNA
contenenti geni) ma non i geni responsqabili delle anomalie non sindromiche.
Bibliografia del gruppo
Carinci F, et al. Am J Hum Genet. 1995;56(1):337-9.
Scapoli L, et al. Genomics. 1997;43(2):216-20.
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